La piattaforma che mette in rete chi si occupa di randagismo: associazioni, veterinari, comuni e cittadini che lavorano sugli stessi dati. Gratuita per chi la usa sul campo.
SI-RG-0042-CIl codice resta all'animale per tutta la vita
La sera dopo
Lo stesso cane viene segnalato di nuovo, da un'altra persona. Nessuno sa che qualcuno se ne sta già occupando.
Il problema
Un cane segnalato oggi esiste già in tre archivi diversi: il quaderno dell'associazione che è intervenuta, il gestionale del veterinario che lo ha visitato e, se ci si è arrivati, il registro comunale.
Nessuno dei tre sa cosa contengono gli altri. Così lo stesso animale viene contato due volte, o non viene contato affatto; un gatto già sterilizzato viene ricatturato perché chi lo trova non sa che lo è; e un comune che deve stanziare risorse lo fa su una stima.
SIRA non aggiunge un quarto archivio ai tre.
Dà a quei tre un nome comune.
Si impara in un minuto
Segnalare si fa in quattro passaggi e due campi obbligatori.
Una foto, oppure una nota vocale.
Cane, gatto, altro. Il resto si aggiunge dopo.
Mai la posizione esatta: esce la distanza, non il punto.
Arriva a chi in quella zona può muoversi, ordinata per distanza.
Lo segnala dal telefono e finisce lì: nessun account da creare, nessuna attesa.
Cosa c'è dentro
Non moduli venduti a parte: sono stanze della stessa casa. Quello che scrive il veterinario lo legge l'associazione, e quello che risulta all'associazione finisce nei numeri del comune.
Scheda dell'animale e cartella clinica. Se cambia associazione o famiglia, la storia va con lui.
Chiunque segnala dal telefono. Arrivano a chi può muoversi in quella zona, ordinate per distanza.
Donatori cercabili per gruppo e per zona, invece delle telefonate a catena quando serve subito.
Cibo, farmaci e materiali: chi li ha li offre, chi ne ha bisogno li prenota, e resta scritto chi ha consegnato cosa.
Compiti ai volontari e richieste di aiuto fra chi lavora sullo stesso territorio.
Cinquantanove indicatori: quanti animali, dove, con che esito, in quanto tempo. Ognuno col metodo di calcolo scritto accanto.
Il territorio con sopra segnalazioni, animali seguiti e dove si stanno concentrando.
Prepara le schede pubbliche degli animali che cercano casa, e decide quando escono.
Il Comune invita gli enti, ogni ente le sue persone: canile, ASL e polizia municipale entrano con un ruolo. Il recupero passa di mano, e ogni tappa resta scritta.
Chi la usa
Ognuno vede quello che gli serve e niente di più. Un'associazione vede la propria anagrafe e non quella di un'altra; un veterinario lavora sulle cartelle degli animali che segue. Non è una cortesia: è un filtro nell'interrogazione al database, non una schermata che nasconde.
Segnalano quello che vedono, tengono la scheda del proprio animale, chiedono di adottare. Entrano subito, e lavorano dal telefono.
Segnalano dalla strada, prendono in carico gli animali e ne aggiornano le schede. I compiti glieli assegna l’associazione che li accoglie.
La propria anagrafe, i percorsi di affido, i volontari e i compiti. E il Centro di Raccolta e la Banca del Sangue, che dividono con la rete.
Le cartelle cliniche degli animali che seguono, i gruppi sanguigni e i test, le richieste di sangue dal territorio e il Centro di Raccolta.
La mappa e i numeri per zona, e la propria rete: polizia municipale, canile e ASL entrano su invito e rispondono alle tappe del protocollo.
Imprese e persone che sostengono il progetto e vogliono vedere, in numeri, che effetto ha sul territorio che hanno scelto di aiutare.
Riceve gli animali da promuovere, prepara i testi e decide quando la scheda esce in pubblico. Le adozioni non le decide: restano a chi segue l’animale.
Non con le impressioni di chi c'era, ma con righe che si possono contare, contestare e mettere dentro un atto.
Quello che SIRA non fa
Sono scelte tecniche, non promesse commerciali: chi vuole può verificarle.
Le pagine pubbliche degli animali non riportano il nome né il recapito di chi se ne occupa. Escono l'animale e il comune, non la persona.
Nessun cookie, nessun pixel, niente caricato da altri siti. Anche i pulsanti di condivisione sono link normali: finché nessuno li tocca, non parte niente.
Ognuna vede la propria anagrafe e non quella delle altre. Il filtro sta nell'interrogazione al database, non in una schermata che nasconde: quello che non si deve vedere non arriva nemmeno al browser.
Si comincia da qui
Niente da installare: SIRA funziona dal browser e si mette sul telefono come un'app. Si comincia con un account e si prova sul campo, dove il lavoro si fa davvero.
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